L'unione fa la forza

Perché la fusione tra i Comuni di Lentiai, Mel e Trichiana?
BORGO VALBELLUNA

Negli ultimi anni il tema della fusione dei Comuni è progressivamente riaffiorato nel discorso pubblico, anche a livello regionale, in quanto l’istituto della fusione è concepito come uno strumento per consentire ai Comuni una più̀ funzionale gestione delle risorse pubbliche e una reale efficacia delle prestazioni erogate a vantaggio delle proprie comunità.
Le scenario in atto in questi ultimi dieci anni mostra:

•    Sempre minori trasferimenti di risorse ai Comuni e più stringenti limiti alla spesa;
•    Difficoltà di sostituire il personale dimissionario;
•    Difficoltà di garantire un livello adeguato dei servizi in particolare quelli che riguardano la manutenzione del territorio e i servizi alla persona (servizi sociali e servizi scolastici);
•    Minore possibilità di investimenti in nuove opere e progettualità
 di basso profilo.

Con il rischio di avere territori sempre più impoveriti e con meno servizi o con un’offerta di servizi meno qualitativa rispetto ai bisogni della popolazione.

Il Comune che nascerebbe dall’aggregazione di Lentiai, Mel e Trichiana avrebbe circa 14.000 abitanti.
sarebbe il terzo Comune della Provincia e avrebbe dimensioni ottimali dal punto di vista dell’efficienza e della sostenibilità economica.

Che cos’è la fusione?

La fusione tra i Comuni di Lentiai, Mel e Trichiana è un’opportunità, soprattutto per le future generazioni, che si concretizza con l’istituzione di un nuovo Comune e la soppressione dei tre Comuni preesistenti di Trichiana, Mel e Lentiai, ovvero con la creazione di una nuova entità amministrativa più grande, popolosa, meno costosa e con maggiore capacità di investimento.

La fusione rappresenta lo sviluppo di precedenti processi di collaborazione istituzionale (Società Essepiuno Servizi Srl per la gestione delle Case di Riposo di Mel e Trichiana, il PATI tra Mel e Lentiai, ecc. ).
La fusione è principalmente un processo politico
 che coinvolge una pluralità di attori, di portatori di interesse e, in primis, i cittadini, chiamati ad esprimersi tramite referendum.
La fusione prevede la nascita di un nuovo Comune che comprenderà i territori delle tre municipalità interessate.


Si avrà di conseguenza una sola amministrazione politica con un Sindaco, una Giunta, un Consiglio Comunale e quindi una sola struttura organizzativa che comprenderà tutti i dipendenti, provenienti dai tre enti locali coinvolti.

Opportunità della fusione?

Per incentivare la fusione tra Comuni, sia lo Stato (su un orizzonte di 10 anni) che la Regione (su 3 anni) prevedono forme di contribuzione diretta, priorità nei bandi di finanziamento, esenzione dal vincolo del turn over del personale e maggiore flessibilità rispetto al pareggio di bilancio.

Tutto questo permette di impostare un progetto di riorganizzazione con questi contenuti:

•    Mantenimento, miglioramento e ampliamento degli attuali livelli qualitativi. In particolar modo quelli che riguardano l’ambito educativo, sociale, culturale, la manutenzione del territorio, del decoro urbano, la manutenzione delle strade ecc;
•    Costi di funzionamento minori a parità di risorse (maggiore sostenibilità);
•    Miglioramento dell’accessibilità al pubblico per i servizi allo sportello;
•    Opportunità di nuovi investimenti in opere pubbliche e manutenzione di quelle attuali.

Nello specifico, gli incentivi alla fusione?

Nell’attuale situazione il Comune Unico tra Lentiai, Mel e Trichiana potrebbe ottenere complessivamente incentivi per circa 21 milioni di euro in 10 anni.

Ci sono vincoli per l’utilizzo dei maggiori trasferimenti?

No, si possono utilizzare sia nelle spese correnti (es. rette scuolabus, mensa scolastica, riscaldamento edifici, personale, ecc...) sia nelle spese in conto capitale per nuove opere pubbliche (manutenzione strade, territorio, videosorveglianza, progetti di sviluppo turistico, ecc).

Per volontà degli Amministratori, è chiaro che tali risorse dovranno essere destinate prevalentemente agli investimenti e solo una residua parte potrà essere utilizzata nella parte di spesa corrente e solo nei primi anni, per allineare le differenti aliquote della tassazione o per la riorganizzazione funzionale dei servizi.

Come si chiameranno gli abitanti del nuovo Comune?

Gli abitanti del nuovo Comune non avranno un nome particolare ma, a seconda del Municipio di appartenenza, preserveranno gli attuali nomi derivanti dai toponomi di Trichiana, Mel e Lentiai ovvero trichianesi, zumellesi e lentiaiesi.
I nomi di Trichiana, Mel e Lentiai attualmente frazioni e capoluogo dei rispettivi Comuni, rimarranno per identificare le tre frazioni principali del nuovo Comune Borgo Valbelluna.

Quali sono i timori della fusione?

Come in ogni importante operazione, anche per il processo di fusione è legittimo avere dei timori o delle perplessità:

- la difficoltà delle persone a riconoscersi in comunità più ampie;
- il timore di annessione al Comune più grande da parte del Comune più piccolo e diventare periferia perdendo la propria identità territoriale;
- il timore che venga meno il rapporto diretto e ravvicinato con il Sindaco.
 
La garanzia di rappresentatività deve avere un ruolo primario nella costruzione del nuovo Ente, non solo attraverso l'istituzione dei Municipi, ma anche rafforzando e istituzionalizzando figure come i capi frazione o i rappresentanti frazionali.
Il nuovo Ente dovrà rappresentare una fase nuova di partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa del proprio territorio.
Anche i servizi particolari saranno garantiti infatti è principio cardine di ogni fusione quello di non diminuire i servizi erogati ma anzi di riorganizzarli aumentandone laddove necessario la qualità e la specificità.

Verrà conservata l’identità delle tre Comunità?

Certo! Le esperienze finora condotte hanno dimostrato che la fusione non rappresenta un impoverimento identitario ma al contrario una straordinaria opportunità di crescita culturale e stimolo competitivo tra i diversi soggetti appartenenti al territorio.
Per attenuare le difficoltà delle persone a riconoscersi in comunità più ampie, almeno nei primi anni di avvio del nuovo Ente e comunque per sfatare tutti i timori connessi alla fusione, è previsto:

•    un percorso di coinvolgimento, partecipazione e coprogettazione delle Comunità interessate;
•    la formalizzazione di garanzie di partecipazione delle comunità all’interno dello Statuto del nuovo ente e l’istituzione di Municipi, organi consultivi rappresentativi degli ex comuni.

Il Comune Unico rappresenterebbe un passo verso una visione del territorio come sistema integrato e dinamico, aperto verso l’esterno, all’interno del quale le diverse anime non si confonderebbero assolutamente.
Al contrario le singole specificità, in una sorta di effetto “volano”, si valorizzerebbero l’una con l’altra, anche grazie al riferirsi ad un comune patrimonio e alla capacità di guardare oltre i confini.

Cosa sono i Municipi?

Per “Municipio” si intende un organismo di decentramento “burocratico-amministrativo” la cui ampiezza è stabilita dallo statuto e dal regolamento del Comune esito della fusione. Lo scopo è quello di preservare l’identità e di curare gli interessi peculiari. È privo di personalità giuridica, non costituendo un nuovo ente locale ma un organo derivato ove strutture, mezzi, personale e finanziamenti saranno a carico del nuovo Comune, che deve assicurarne un’adeguata dotazione. Potrà avere funzione consultiva, obbligatoria ma non vincolante, sugli atti fondamentali del Comune unico.

Il Municipio ha lo scopo di valorizzare i caratteri civici locali, operando un decentramento dei servizi comunali, affidandone l’organizzazione e la gestione - di base o delegati dal Comune - ad un comitato di gestione, composto da un Presidente e da un numero di consultori, eletti fra candidati residenti nel territorio di competenza del Municipio. Lo Statuto e il regolamento comunale stabiliscono le forme di elezione popolare del comitato, la sfera di competenza dell’organo collegiale e dei singoli componenti, i poteri e le modalità di partecipazione dei municipi alla programmazione economica, sociale e urbanistica del Comune, nonché i criteri per l’assegnazione delle risorse finanziarie e patrimoniali.

Esiste la possibilità di garantire una rappresentanza equamente distribuita tra i tre Comuni per fornire servizi imparziali?


Lo Statuto e il Regolamento del nuovo Comune istituito non potranno garantire quote vincolate di rappresentanza.
Spetterà ai cittadini partecipare alla cosa pubblica per rappresentare le esigenze di ogni frazione, fermo restando quanto attribuito al Municipio.

Cosa farà il nuovo Comune in merito alle differenze tra le aliquote dei tributi (addizionale Irpef, IMU, TASI, TARI) e tra le attuali rete scolastiche, abbonamento pulmino, ecc.?

Con i maggiori trasferimenti dello Stato, il nuovo Comune potrà decidere di livellare tali differenze a vantaggio dell’intera popolazione, scegliendo quelle che sono oggi le aliquote o le tariffe più basse applicate nel territorio dei tre Comuni.

Per i documenti (libretto circolazione, patente, ecc...) i cittadini e le imprese vanno incontro ad oneri per l’adeguamento al nuovo Comune?


No. Il Ministero degli Interni provvederà ad inviare ai cittadini del nuovo Comune specifici tagliandi da applicare su Carte di circolazione, patenti e altri documenti.
Le Carte d’identità e altri documenti comunali saranno sostituiti con i nuovi dati alla loro naturale scadenza.

Quale C.A.P. verrà utilizzato e cosa succederà nel caso di denominazione identica di Vie?

Molti Comuni hanno al loro interno un doppio C.A.P. e si presume che le doppie denominazioni potranno dunque rimanere.

Dove saranno gli uffici? Resteranno aperti i tre edifici municipali?  

Si. Con la nascita del nuovo Comune i tre municipi continueranno a rimanere aperti orario di apertura al pubblico potenziato grazie all’ottimizzazione delle risorse -  per fornire ai cittadini i servizi di prossimità: servizi demografici (anagrafe, stato civile, leva ed elettorale); sportello per i servizi sociali; ufficio tributi; ecc.

Si provvederà a una riorganizzazione degli uffici e dei servizi, utilizzando il personale proveniente dai tre Comuni, finalizzata ad un migliore utilizzo delle risorse umane nel rispetto delle professionalità acquisite.
La fusione fra i tre comuni comporterà la netta differenziazione fra le attività di back-office da quelle di front-office che saranno erogate dallo Sportello Polifunzionale che sarà presente a Lentiai, a Mel e a Trichiana.
La proposta organizzativa è di creare nel comune frutto di fusione, a garanzia della territorialità del servizio, un sistema di sportelli per il cittadino polifunzionali, che possano offrire servizi e informazioni.

Saranno accentrati tutti i servizi che non prevedono il contatto diretto con il cittadino.

Gli sportelli polifunzionali sono strutture snelle, orientate all’attività di contatto con il pubblico, con un’accessibilità ampia e costituite da personale in grado di rilasciare informazioni ed erogare servizi in modo polivalente; l’interscambiabilità del personale deve essere garantita per mantenere la continuità del servizio.

Tutti i cittadini interessati al processo di fusione, avranno diritto con pari dignità ai servizi che verranno erogati dal nuovo Comune.

Il confronto tra le buone prassi di uno e dell’altro Ente non potrà che essere a vantaggio della Comunità che dovrà essere vista nella sua interezza.

Scopo della fusione è quello di migliorare la qualità e la quantità di servizi e l’intento della nuova amministrazione dovrà essere quello di utilizzare i maggiori trasferimenti per favorire la migliore vivibilità e mobilità in ogni frazione e ridurre la pressione fiscale di competenza comunale.